Le pagelle degli azzurri di Italia-Inghilterra 2-1

Prova positiva per quasi tutti gli azzurri all’esordio, delude Paletta, dal quale ci si aspettava molto di più, ecco le pagelle di Nazionaliditalia.it:

Salvatore Sirigu: 6. Non semplice il compito di sostituto del nostro Gigi Buffon. Impegnato spesso nel primo tempo si fa trovare quasi sempre pronto. Insicuro nelle uscite su calcio d’angolo, ma il portierone del PSG, compie nel complesso una buona prestazione. (Contro la Costarica al 99% rivedremo in campo Buffon).

Matteo Darmian (migliore in campo): 8. E’ lui la vera sopresa di questa partita d’esordio. Una carta ben giocata dal CT Cesare Prandelli. Fino a un mese fa Matteo non avrebbe nemmeno creduto di essere nei 30 ed invece è volato in Brasile e ieri ha dimostrato di essersi meritatamente conquistato un ruolo da titolare. Il giocatore del Torino, alla sua prima esperienza in un grande torneo con la nazionale, è una fiamma che sembra non spegnersi mai, dal primo minuto fino al 95′, sembra godere di una forma strepitosa che gli permette (assieme al compagno di corsia Candreva), di essere il padrone della fascia destra. Si fa trovare fuori posizione sull’azione che porta al pareggio di Sturridge, ma Prandelli nel pre-partita gli ha concesso la licenza di pensare di più alla fase offensiva (rinunciando alle discese di Chiellini a sinistra) e quindi noi non lo consideriamo un errore. Gli oltre 10 km percorsi in partita, non fanno altro che confermare la grande voglia di Matteo e poi diciamocelo, contenere Sterling e Welbeck (che si scambiavano spesso la posizione), non era compito così semplice.

Andrea Barzagli: 6,5. In difesa comanda lui, un po’ macchinoso nei movimenti, ma davanti a Sirigu è comunque una sicurezza. Soffre la velocità dei tre tenori inglesi, ma la grande esperienza lo salva in molte occasioni. Spesso corregge gli errori del suo compagno di reparto.

Gabriel Paletta (il peggiore): 4,5. Siamo sicuri si sia accorto di giocare un Campionato del Mondo? Il giocatore del Parma sembra trovarsi spaesato in campo, ne esce costantemente ferito dagli attacchi di Rooney, Sturridge e Sterling. Sul gol del pareggio degli inglesi si fa sfilare e solamente segue con lo sguardo l’attaccante del Liverpool andare a rete. Indeciso su ogni palla, anche negli appoggi più semplici, è forse l’unico neo di quest’Italia di Prandelli che spera al più presto di rivedere in campo De Sciglio e rivedere la coppia centrale Barzagli-Chiellini.

Giorgio Chiellini: 6. Non gli si poteva chiedere di più. Non interpreta quel ruolo dai tempi della Fiorentina (apparte qualche sporadica prestazione in azzurro), e si vede! La prestazione non è delle migliori, Prandelli gli chiede un sacrificio e lui come sempre da tutto quello che può. Discreto nella fase difensiva, compie poco o nulla in fase offensiva. Speriamo di rivederlo presto da centrale.

Antonio Candreva: 7,5. La spina nel fianco per la difesa inglese. Appena c’è uno spazio lui si infila, cerca bene l’uno contro uno, prova a liberarsi per il tiro e compie un’infinità di cross cercando spesso il fondo. Scheggia il palo con un gran tiro alla fine del primo tempo e dipinge letteralmente un cross strepitoso sulla testa di Balotelli per il gol del vantaggio azzurro. (dal 79′ Parolo 6: Prandelli gli concede circa 15 minuti e dimostra una grande voglia, la sua freschezza risulta importante per resistere agli attacchi inglesi nel finale.)

Marco Verratti: 6. Prestazione che non è la migliore della sua carriera, gioca discretamente accanto a Pirlo, non incide troppo nella manovra azzurra come sperava Prandelli, ma nel giro-palla imposto ieri sa farsi valere (dal 57′ T.Motta 6.5: cambio giocato alla perfezione. In un momento in cui non dovevamo subire troppo entra Motta, che nonostante sia un po’ macchinoso, riesce a spezzare il gioco, a difendere la palla, a guadagnarsi qualche punizione, insomma quello che si deve fare quando si è in vantaggio. Dimostra una grande esperienza e nonostante le critiche di alcuni è un ottimo cambio per il nostro centrocampo.)

Andrea Pirlo: 7,5. Soffre forse più di tutti il caldo-umido dell’Amazzonia, non corre molto, ma spreca le sue energie nella maniera più perfetta. Ancora una volta si trova nei momenti giusti al posto giusto, gioca quasi sempre di prima, facendo cambiare marcia alla squadra e sbrogliando i momenti più difficili quando l’Inghilterra ci pressa. E’ il re indiscusso del centrocampo, i suoi lanci sembrano essere inventati con la Play-Station. Mantiene una costanza nella corsa dal primo all’ultimo minuto, dimostrandosi superiore in tutto e per tutto. Intelligenza calcistica come pochi sul velo che porta al gol di Marchisio, nel finale ci delizia con due uscite palla al piede da stropicciarsi gli occhi. Se poi la “Maledetta” con le tre dita fosse entrata invece che sbattere contro la traversa, staremo qua a parlare di uno dei più grandi gol su punizione della storia.

Daniele De Rossi: 6,5. In marcatura a uomo su Rooney, gli morde le caviglie non perdendolo un attimo. Gioca duro ma non sporco, si fa sentire, fa impazzire Rooney standogli per tutta la partita col fiato sul collo tanto da farlo quasi arrabbiare. Buona partita davanti alla difesa, che permette a Pirlo e Verratti di stare leggermente più alti. si vede poco in fase d’attacco nelle incursioni tipiche del suo gioco. Ma ciò che ha fatto durante la partita è quello che gli chiede Prandelli e lui lo interpreta alla perfezione.

Claudio Marchisio: 7. Cerca sempre gli inserimenti fra le linee, e sembra avere un polmone in più degli altri. Ricopre un ruolo a lui congeniale, e il gol del vantaggio con tiro forte e piazzato nell’angolo basso, è la ciliegina sulla torta di un’ottima prestazione.

Mario Balotelli: 7,5. Il campo chiama, Mario risponde. In Nazionale quando c’è da fare la differenza lui c’è sempre. Prandelli lo mette in difficoltà lasciandolo da solo fra le grinfie dei difensori inglesi, ma lui fa a gomitate per dominare la trequarti offensiva azzurra. Dimostra di aver voglia di vincere più di tutti, è carico come non mai, vola in cielo per incornare ed insaccare il cross vincente di Candreva e segna il gol vittoria per l’Italia. Nel primo tempo compie una magia in pallonetto da posizione defilatissima, ma la palla viene salvata sulla linea per un soffio. Energie da vendere, quando c’è da portarsi dietro la linea della palla lui c’è sempre. Peccato averlo tolto perché avrebbe sicuramente dato più sostanza agli ultimi 20 minuti rispetto a Ciro Immobile. (dal 73′ Ciro Immobile 5: Ingresso in campo deludente per il capocannoniere della serie A, si fa pescare ben 5 volte in fuorigioco, compie dei movimenti sbagliati nel nostro contropiede e non aiuta in fase di copertura. Su un contropiede vincente, seppur fresco in quanto appena entrato, si fa soffiare il pallone da Cahill, quando invece poteva fare molto di più, ma la colpa di questo 5 forse è un po’ anche del CT, in quanto Ciro in quel momento della partita non risultava più di tanto necessario in campo)

Prandelli: 6.5. Il risultato alla fine gli da ragione, ma che rischi nel primo tempo! Costringe Chiellini a un ruolo non suo, servendo un’ incertissimo Paletta alle fauci dell’attacco inglese. Inutile il cambio Balotelli-Immobile in quanto in quel momento della gara forse sarebbero stati più utili Insigne o Cerci, capaci di giocare in copertura e di essere incisivi in velocità per colpire gli avversari sbilanciati in avanti. Accontentare Balotelli con un compagno di reparto inoltre è una cosa assolutamente da provare se si vuole andare lontano in questo mondiale.

di Simone Frigeri

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Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, laureato triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all’Università di Trieste. Prosegue il percorso di studi conseguendo la laurea magistrale in Gestione del Lavoro e Comunicazione per le Organizzazioni presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.