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L’importanza di essere semplici | Marco Giampaolo

La clamorosa vittoria dei blucerchiati a Marassi contro il Napoli è anche l’ennesima dimostrazione della bravura dell’allenatore abruzzese, capace come pochi altri negli ultimi anni di essere una sorpresa per il campionato e di mettere a tacere le critiche. 

Esaminando le statistiche di Marco Giampaolo sembrerebbe ci siano pochi dubbi sui limiti di questo tecnico: 12 campionati da allenatore, ben 5 terminati in anticipo con un esonero e una percentuale di vittorie uguale a quella delle sconfitte. Un allenatore, insomma, che nel gergo comune si suole definire “da metà classifica in giù”. La carriera di quest’uomo, tuttavia, non è scritta solo nei numeri ma è anche una storia di grandi emozioni, come quelle provate questo week-end dalla tifoseria doriana, che ha visto la sua squadra imporsi per 3-0 contro la corazzata azzurra di Ancelotti. È Marco Giampaolo, quindi, il top allenatore italiano della settimana.

Un romanzo calcistico travagliato per il tecnico di Giulianova, che dal 2004 transita tra alcune esperienze in Serie B (Ascoli e Brescia) e molte altre nel massimo campionato nazionale (Cagliari, Cesena ed Empoli solo per citarne alcune). Un peregrinare continuo da un club all’altro che sembra essersi arrestato negli ultimi due anni: era il 4 luglio 2016 quando Massimo Ferrero decide di affidargli la guida della nuova Sampdoria, che Giampaolo forgia a sua immagine con tutti i pregi (fase offensiva efficiente) e i difetti del tipo di gioco del tecnico (solidità della fase difensiva quantomeno discutibile), arrivando anche a capolavori tattici come quello della partita di domenica.

L’atmosfera a Marassi è carica di emozione per la prima partita della Sampdoria in casa dopo i fatti di Genova: i blucerchiati si presentano con un 4-3-1-2 e Saponara sulla trequarti a supporto di Defrel e Quagliarella mentre Ancelotti risponde con il solito 4-3-3 che vede Diawara e Verdi in campo al posto di Hamsik e Callejon.

Primo tempo magistrale della squadra di Giampaolo, con un pressing alto che non lascia tempo ragionare e impostare Diawara e un Napoli troppo compassato e orizzontale. Fondamentale anche un Riccardo Saponara in grande spolvero ad inquinare le linee di centrocampo avversarie e a disegnare calcio per gli attaccanti fin dal minuto 11, quando dopo un magistrale contropiede dei blucerchiati fa girare il pallone per Defrel, che con un eurogoal abbatte il muro di Ospina. È 1-0! Il Napoli tenta di riprendere il risultato al ’23, quando una punizione di Insigne scavalca la barriera ma non riesce a scendere abbastanza per sorprendere Audero. Tuttavia passa ancora la Samp al minuto 32, con Quagliarella che prolunga un cross dalla destra ed il solito Defrel che insacca il 2-0. Si arriva così all’intervallo, con l’unica nota dolente dell’infortunio di Saponara, che al ’37 prende il posto di Ramirez.

Il tacco di Fabio Quagliarella per il 3-0
(Skysport)

Nella ripresa Ancelotti corre ai ripari e passa al 4-2-3-1, con Mertens e Ounas che prendono il posto di Insigne e Verdi. La musica però non cambia e dopo una mezzora di sterili tentativi offensivi da parte del Napoli al ’75 accade qualcosa che si vede molto raramente su un campo di calcio: traversone di Berezinsky al centro dell’area e Fabio Quagliarella si inventa un colpo di tacco che può essere tranquillamente definito un capolavoro. Palla in rete e 3-0, il Napoli è stordito e tale rimarrà fino al fischio finale. Giampaolo ancora una volta mette a tacere le critiche che erano iniziate a farsi sentire dopo la sconfitta di Udine una settimana prima e lo fa dimostrando assoluta umiltà, quando nel finale di partita commenta che “per battere il Napoli devi anche avere fortuna”. Ora la Samp può, per il terzo anno consecutivo, iniziare veramente il suo campionato da outsider.

di Matteo Moglia

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