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L’Italia che non c’è. 1-1 contro la Macedonia

Non esistono partite facili. Non per noi capaci di godere dei favori del pronostico fino alle prime battute di gioco e dimenticarcene alla prima
azione avversaria.

Non che le previsioni siano una garanzia, e quando mai nel calcio; ma se su quel logo – seppur nuovo – hai scritto Italia e hai tanti astri da poter comporre una costellazione, devi saper rispettare tali aspettative.
Non pretendiamo di saperle leggerle, quelle quattro stelle, certo; ma se i primi trenta minuti contro la Macedonia che non ha mai avuto nulla da chiedere a queste qualificazioni, l’unica differenza sembra essere quella cromatica, qualcosa deve non andare.

Il primo tempo è fatto di passaggi sbagliati, imprecisioni ed azioni che partono troppo arretrate e lanci infruttuosi in direzione di Insigne o Immobile, oggi inseriti in un 3-4-3 atto e adatto a valorizzarne le caratteristiche.
Non sarà così fino al 38′ quando Insigne decide di regalare al laziale un filtrante dei suoi e di apparecchiare a Chiellini – ultimo vertice di un triangolo inedito – la palla del vantaggio.

Il secondo tempo segue la falsa riga del primo con la presunzione che l’1-0 e la sicurezza che ne deriva basti per gestire quel che rimane della gara. Non andrà così: non va mai così quando si sottovaluta la situazione e infatti al 77′ la Macedonia è capace di andare in porta con tre (tre) passaggi, guadagnarsi un pareggio meritato (Trajkovski) e bocciare in blocco i 14 azzurri scesi in campo stasera.

C’è molto poco di stellare in tutto questo: non siamo qualificati, siamo arrivati secondi (e puó non essere una novità dato che la Spagna ha dimostrato di avere una marcia in più) e non ancora tra le otto migliori seconde. Tradotto significa che probabilmente si andrà agli spareggi ma non prima di aver incontrato l’Albania, partita da cui dobbiamo tirare fuori almeno un punto, pena accomodarci insieme agli avversari di lunedì a vedere il campionato del mondo. Terribile.

LE PAROLE DEL CT: “Oggi siamo scesi di condizione e lucidità con il passare del tempo. Qualcosa si è spezzato a Madrid? Il tempo ce lo dirà; speriamo di recuperare giocartori. Finita tra i fischi? Credo che l’Italia non debba mai essere fischiata, noi dovremmo aiutare il pubblico ad applaudirci e il pubblico dovrebbe aiutare noi”.

BUFFON: “Anche con l’1-0 non sarebbe cambiato nulla in quanto a prestazione. Il pareggio ha evidenziato una situazione dalla quale dobbiamo venire fuori in fretta. Ci sono giocatori importanti compreso il sottoscritto e dobbiamo prenderci la briga e la responsabilità di aiutare gli altri e metterli in condizioni di esprimersi nel modo migliore e di stare in una squadra che vuole andare al mondiale.”

Ripartire subito, non abbiamo altra scelta, tra 72 ore si rigioca (lunedì alle 20:30) e ora più che mai c’è bisogno del carisma di chi le stelle le ha vinte per davvero e saprà indicarci da che parte si va per vederle più da vicino. Senza, c’è il rischio di finire all’isola, anzi all’Italia, che non c’è.

 

 

 

 

Francesco Bevilacqua

 

 

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Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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