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L’italiano | Tratto d’angolo

“Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano..” scriveva Salvatore – in arte Toto – Cutugno incidendo per sempre queste note sulla hit parade mondiale alla voce “Italia” facendo di questa canzone una bandiera in formato mp3, vessillo identitario nel mondo della musica e non solo.

Era il 1983, nelle sale andava molto Flashdance e a Castellammare di Stabia nasce un bambino di nome Fabio.

Lo conosciamo tutti, Fabio, perchè a 36 anni suonati non finisce di far parlare – bene – di sé; con la casacca blucerchiata e Quagliarella scritto in maiuscolo.
Un bravo ragazzo con un difficile trascorso al Napoli (complice uno stalker) e un discutissimo trasferimento alla Juventus; nella sua carriera anche Torino, Fiorentina, Chieti, Ascoli, Udinese e infine Samp. Nonostante i gol, con cui spesso ha comunicato talento, amore, frustrazione e fedi calcistiche; non è mai stato al centro di un progetto nazionale, incredibilmente privo di un attaccante probabilmente da quando Inzaghi Filippo ha smesso la maglia azzurra.

12 goal nella stagione 2016/2017, 19 in quella successiva ed ora, a quota 16, vola spedito verso il best score personale di 21 reti tra campionato e coppe registrato con la maglia dell’Udinese nel 2009.

TenYearChallenge superata tra soli sei sigilli e con il record di Batistuta già eguagliato. Quagliarella sa trasmettere ancora estro, potenza, tenacia e spirito di sacrificio degni e meritevoli, a nostro avviso, di una chiamata in azzurro.
Chiamata che a dire il vero è già arrivata con convocazione a Coverciano per lo stage della prossima settimana. Servirà a Mancini per fare un briefing con una sessione di allenamento e una riunione per cominciare a programmare le qualificazioni agli Europei 2020 e Quagliarella, dicevamo, ci sarà.

Difficile stabilire, a un anno e mezzo dal fischio d’inizio, se il capitano della Doria potrà essere utile anche in chiave Euro2020. In questo senso la linea del Mancio, che aveva convocato Zaniolo senza attendere il suo esordio in A, sembra chiaramente orientata verso un “no” giustificato dai 37 anni che Quagliarella avrà in quell’estate.
Di certo c’è che se i numeri che sta accumulando continueranno a far insorgere dubbi sulla veridicità dell’anagrafica, questo ragazzo non potrà essere ignorato, almeno per il girone di qualificazione.

I PRECEDENTI
Il mondiale appena concluso ha d’altronde dato spazio ad alcuni giocatori veterani come il nonno d’Egitto: che ha difeso la porta di Salah a 45 anni e mezzo, Rafa Marquez, capitano del Messico a 39 anni o Cahill, centravanti trentottenne dell’Australia.

No, non sono Nazionali che hanno avuto lunga vita in Russia2018, d’accordo, ma per forgiare Cutrone, Zaniolo o ispirare Immobile e Belotti serve oggi più che mai l’energia e l’esperienza di Quagliarella. Un attaccante vero, un italiano vero.

Francesco Bevilacqua

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Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93

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