Lucrezia Gennaro: “Immagino il mio futuro sul ghiaccio”

Lucrezia Gennaro: “Immagino il mio futuro sul ghiaccio”

23 Gennaio 2019 0 Di Eleonora Baroni

Tra pochissime ore a Minsk si esibiranno sul ghiaccio i migliori campioni di pattinaggio del continente per disputare i Campionati europei. Tra questi sara presente l’azzurra Lucrezia Gennaro, giovane promessa azzurra classe 2001. L’atleta italiana racconta la sua determinazione per raggiungere gli obiettivi prefissati e la sua vita fuori dal comune di sportiva di alto livello. Una ragazza matura e con la testa sulle spalle, pronta ad affrontare con coraggio le prossime competizioni, ma anche situazioni che si presenteranno.

Puoi parlarci dei programmi scelti per questa stagione?

“Le coreografie dei miei programmi vengono create dal famoso allenatore e coreografo italiano Edoardo De Bernardis. Per il lungo mi ha proposto una musica insolita per il pattinaggio artistico “Dracula” di Wojciech Kilar, che eseguo dalla scorsa stagione, mentre per il corto ho ripreso le musiche di “Back to Back” e “Crazy in Love”, colonna sonora del film “Fifty Shades of Grey” e cantate da Beyoncè, che avevo accantonato dopo il Grand Prix Junior a causa dell’infortunio”.

Puoi parlarci degli appuntamenti di questa stagione?

“Questa stagione ho esordito alla “Halloween Cup” a Budapest in Ungheria con il terzo free skating davanti alle fortissime Eliska Brezinova e Ivett Toth e ho conquistato l’argento alla Denkova Staviski Cup a Sofia in Bulgaria. Attualmente sono prima nel ranking italiano senior per questo parteciperò ai Campionati europei”.

Hai qualche rito scaramantico che compi prima delle gare?

“Per scaramanzia porto sempre con me un piccolo smile di legno, un portafortuna che da sempre tengo nei vestiti di gara, da quando ho iniziato a vincere all’età di sei anni. Inoltre, ho anche un rito scaramantico con la mia allenatrice Ludmila Mladenova: ci sussurriamo nell’orecchio una frase che non conosce nessuno!”.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e lungo terminee?

“A causa degli infortuni dell’ultima stagione dovuti principalmente alla crescita, in concomitanza con le condizioni non ottimali di allenamento, sono rimasta un po’ indietro con la preparazione tecnica e a breve spero di recuperare il tempo perso con l’aiuto di Ludmila. Per adesso mi sto impegnando a migliorare con determinazioni le componenti del programma con il sostegno di Edoardo. Se tutto ciò si realizzasse, potrei portare de programmi meno conservativi e gli obiettivi potrebbero essere molto ambiziosi a livello internazionale”.

Lucrezia Gennaro con la sua allenatrice

L’anno scorso hai potuto gareggiare in diversi eventi seniores: quali sono state le tue sensazione?

“Competere in categoria senior mi ha dato delle nuove emozioni, in quanto ora sono anche io tra le grandi: mi piace gareggiare con persone mature con uno sviluppo psicofisico alla pari”.

In Italia è possibile conciliare scuola e sport?

“Purtroppo le piste di pattinaggio sul ghiaccio in Italia sono poche e situate in montagna, dove però diventa più difficile allenarsi a causa delle temperature sotto lo zero e per il fiato. Quindi, è necessario allenarsi in pista, prime che finisca l’orario scolastico normale e quando è poco trafficata. Questo significa perdere molte ore di lezione a scuola ed è dunque meglio affidarsi ad una scuola privata con un orario scolastico ad personam, come fanno le pattinatrici russe”.

Per un certo periodo hai anche intrapreso la carriera di modella: puoi parlarci di questa esperienza?

“Sono stata una “kid model”: la mia maestra di danza a Treviso, la mia città natale, Silvia Funes mi ha introdotto nell’ambiente della moda e della pubblicità. Mia mamma non era molto convinta, già mi sottoponevo a più 1000 km alla settimana per raggiungere le piste di pattinaggio e riteneva che non fosse il caso di aggiungere altri impegni, ma alla fine ha ceduto alle mie insistenze. Ho iniziato a fare dei redazionali, poi dei “look book” e a sfilare al Pitty bimbo a Firenze: ho sfilato anche con Elenoire Casalegno. Ad un certo punto non avevo più tempo perché dovevo preparami per le gare e per questo per il momento ho rinunciato a recitare nei film. La moda è un mondo molto affascinante: a volte le agenzie mi chiamavano perché avevano visto il mio book, altre volte invece organizzavano dei provini o casting per le selezioni. Ho lavorato per numerosi brand come Benetton, Monnalisa Chic, Pinko Up, Miss Grant, Elsy, Custo Barcellona, Calze Franzoni, Eddie Pen, Papermoon, Carlo Pignatelli, Gas, Geox, Guess, Le Bellissime di Loredana e sono apparsa nelle pagine pubblicitarie di molte riviste, come Focus Junior, Donna Moderna, A, Grazia, Star Bene, Chi e Style Piccoli. Anche la moda è una forma d’arte molto creativa come il pattinaggio: stare sotto i riflettori per rappresentare un’idea o una visione in un paradiso artificiale con leggerezza è come pattinare e interpretare sul ghiaccio. Già allora avevo una personalità molto marcata per realizzare tutto ciò.

Come ti vedi tra dieci anni?

“Ho iniziato a pattinare prestissimo, a tre anni, con un elevato impulso a muovermi sul ghiaccio e spinta dall’istinto del mio sesto senso a ruotare, prendere e portare piccoli pezzi di ghiaccio ai miei genitori: posso solo immaginare un futuro sul ghiaccio, se non sarò più un’atleta, certamente potrei diventare allenatrice o giudice. Ambirei a costruire una pista mia o una fondazione, dove far pattinare i più bravi. Sembra un paradosso: le famiglie sostengono i figli fin dalla tenera età per farli competere tra i seniores con sforzi economici non indifferenti, ma quando il ragazzo diventa senior, solo pochi sono disposti ad aiutarlo. Questo è uno sport poco mediatico e bisogna essere in grado di attirare sponsor, ma anche di organizzarsi bene”.

Cosa pensi del livello delle pattinatrici russe?

“La mia idea non cambia: tutte arrivano molto giovani ai Grand Prix , ma, diventando grandi, possono nascere delle crisi. Dove sono ora le ex juniores russe che abbiamo conosciuto? Nel pattinaggio raggiungeremo livelli importanti e saranno pochi gli elementi che faranno la differenza”.

Un grazie particolare a Lucrezia per l’attenzione e la disponibilità.

Un grazie particolare alla nostra fantastica fotografa, Barbara Castellaro.

Testo di Eleonora Baroni