Massimiliano VI Imperatore d’Italia – Massimiliano Allegri

Massimiliano VI Imperatore d’Italia – Massimiliano Allegri

10 Dicembre 2018 Off Di Matteo Moglia

Allo Juventus Stadium l’anticipo della quindicesima giornata è Juventus-Inter, il derby d’Italia, con i bianconeri che superano i nerazzuri per 1-0, mettendo una prima ipoteca sull’ottavo scudetto consecutivo, un’impresa resa possibile grazie anche alla mano dell’allenatore.

Se si apre il dizionario alla ricerca della parola “dominio” si troverà la seguente definizione: “padronanza o potestà incontrastata”. Non ci potrebbero essere altre definizioni per descrivere la Juventus, che dalla fine del 2011 è la regina del nostro campionato. Il merito, tuttavia, non è solo dei giocatori o dei dirigenti ma anche di un uomo che da cinque anni a questa parte fornisce alla Juventus un top player anche in panchina. È Massimiliano Allegri, quindi, il top allenatore italiano della settimana.

La storia dell’allenatore livornese ha fin dall’inizio tutti gli indizi della carriera del predestinato, dalla prima panchina importante (quella del Sassuolo, che nel 2008 grazie a lui passa dalla Serie C1 alla Serie B per la prima volta nella sua storia), fino alla prima in Serie A (parliamo del Cagliari, grazie al quale vince la Panchina d’oro alla sua prima stagione nella massima serie, mantenendo la guida della squadra sarda fino al 2010).

Il 27 giugno dello stesso anno si presenta la grande occasione: il presidente del Milan Silvio Berlusconi lo vuole sulla panchina del club rossonero, con l’obiettivo di raggiungere i cugini nerazzurri, freschi vincitori di uno storico triplete. Questa stagione sarà quella della definitiva consacrazione per Allegri, che riporta lo scudetto alla Milano rossonera dopo sette anni, con la ciliegina sulla torta della Supercoppa Italiana vinta proprio contro l’Inter. La seconda stagione, tuttavia, non finisce allo stesso modo a causa dell’esplosione della Juventus di Antonio Conte, che vince il campionato nelle giornate finali. La terza stagione sulla panchina del Milan è ancora più complicata, con lo sconvolgimento della rosa dettato da esigenze economiche e la conquista del terzo posto raggiunta difficoltosamente all’ultima giornata. È solo il preludio all’ultima annata dell’allenatore Livornese in Lombardia, che si conclude all’inizio del 2014, con i rossoneri bloccati a metà classifica.

L’occasione per il riscatto arriva per Massimiliano proprio da quella Torino che gli aveva negato il secondo scudetto consecutivo. Nel giugno del 2014, infatti, Antonio Conte si dimette da tecnico della Juventus e lui è scelto per esserne il successore, tra i mugugni di una tifoseria che non lo ritiene all’altezza. Mai pregiudizio si rivelò più sbagliato: sotto la guida di Allegri, infatti, i bianconeri dominano la scena italiana per quattro campionati consecutivi, arrivando alla striscia record di sette scudetti consecutivi, con l’aggiunta non indifferente di quattro Coppe Italia e di una Supercoppa nazionale. Unico dato negativo la mancata conquista della Champions League, sfiorata nel 2014 con la sconfitta in finale contro il Barcellona e nel 2017 con la sconfitta sempre nell’ultimo atto contro il Real Madrid. La stagione in corso è iniziata con le migliori prospettive, con l’ingaggio del campione portoghese Cristiano Ronaldo per portare finalmente a Torino la coppa dalle grandi orecchie e con la striscia di 14 vittorie in 15 gare di campionato, l’ultima delle quali ottenuta venerdì scorso contro l’Inter.

All’Allianz Stadium la Juventus affronta l’Inter, indicata ad inizio stagione come possibile “anti-Juve“: per l’occasione Allegri si affida al 4-3-3, con Dybala e CR7 sulle fasce a supporto di Mandzukic unica punta mentre Spalletti si presenta a Torino con il lo stesso modulo e Perisic e Politano ai lati di Icardi.

L’esultanza di Mario Mandzukic dopo il goal (Sportmediaset.it)

Il primo tempo non è dei più semplici per la squadra campione d’Italia, che subisce l’iniziativa ed il bel gioco dei nerazzurri, che al ’29 colpiscono anche un palo con Gagliardini sfortunato in quest’occasione, una delle poche di questa frazione oltre a quelle capitate sulla testa di Chiellini al ’37 e sul piede di Dybala al ’10. Nella ripresa i bianconeri crescono leggermente, ma le chiavi del match rimangono nelle mani dell’Inter, che ha un’altra clamorosa occasione al ’48 con Politano. Il risultato cambia dopo una ventina di minuti e cambia inaspettatamente a favore della Juventus, che al ’66 porta Mandzukic a staccare di testa nell’area avversaria per l’1-0, punteggio che rimane tale fino al fischio finale al ’96. I bianconeri salgono a +14 sui nerazzurri ed ora Allegri può concentrarsi sulla sua ossessione: questa settimana c’è lo Young Boys, c’è la Champions League, c’è un sogno da inseguire.

di Matteo Moglia