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Mick, Stefanos, Lucas: tocca a voi.


Se la giovinezza è la stagione della speranza, lo è spesso solo nel senso che i più anziani sono pieni di speranza per noi.

George Eliot

Le ultime, sono state settimane di giovani e di vecchi. C’è chi va – leggi alla voce Higuain – e c’è chi viene – leggi alla voce Paquetà. C’è chi ha scritto la storia – leggi alla voce Schumi – e chi ha la penna in mano per farlo – leggi alla voce Mick. C’è chi ha vinto tutto ed esce sconfitto – leggi alla voce Federer – e chi non ha vinto ancora nulla, e vola in finale – leggi alla voce Tsitsipas.

La vita è ciclica: si nasce. Si vive. Si muore. Nello sport è uguale. Certo, c’è chi vive in un certo modo e chi in un altro, c’è chi vince e chi perde, ma la sostanza è la stessa, prima o poi si dovrà fare spazio ad altri. Per quanto sia triste la consapevolezza che nulla è per sempre, sapere che il tuo spazio sarà sempre preso da qualcun altro è probabilmente consolante. La nostalgia ci aiuta a ricordare il passato in modo quasi più dolce di quanto esso fosse realmente. E se c’è chi ancora si asciuga gli occhi al rigore di Fabio Grosso è perché in quegli istanti, quei minuti, quelle ore, abbiamo vissuto veramente. E chi non vorrebbe riviverle? La speranza, quella no, non muore. La passione per lo sport è tutto ciò che ci fa andare allo stadio, ma anche sul divano o al bar alla ricerca di emozioni da provare. Perché abbiamo fame di emozioni. Ne siamo drogati.

E se ci siamo rimasti male a pensare che in fondo il tempo del Pipita in Serie A è finito – lui, l’uomo dei record nella nostra massima competizione nazionale -, se ci siamo rimasti male a prendere atto che probabilmente Re Roger ha fatto il suo tempo, se ci rattristiamo a pensare che Kobe, Baggio e Bolt non correranno più, consoliamoci nella consapevolezza che i giovani hanno tutto il futuro davanti. E noi con loro.

C’è un nuovo Schumacher: si chiama Mick. E’ entrato a far parte della Ferrari Driver Academy e questo significa che si candida, di fatto, a un posto nella Rossa già nel corso di questo 2019. Un altro Schumi in Ferrari, dunque. Nostalgia – quella sì – e speranza – quella pure. Siamo nati per dare spazio a qualcun altro. Mick, è il tuo turno.

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Nicola Zovi

Nicola Zovi nasce a Belluno il 6 luglio 1993. Consegue nel 2012 la maturità classica. Nel 2018 è Dottore in Giurisprudenza. Ama infinitamente lo sport, raccontarlo e farselo raccontare. Giocatore di basket, nutre una passione sconfinata per il calcio.