Advertisements

Milano il mondo ti guarda

Dopo la pausa delle Nazionali la Serie A è tornata in campo ieri pomeriggio. Come di consueto si sono giocati gli anticipi del sabato che hanno visto protagoniste in negativo la Juventus, pareggio interno con il Genoa, e la Roma, in preda alla psicosi contro la Spal all’Olimpico.

Le sorpese non finiscono qui, infatti alle 20:30 si gioca la partita, forse, più bella della stagione: il derby della Madonnina.

Una partita esportata nel resto del mondo grazie al fascino che l’ha contraddistinta nel corso degli anni. Un match diffuso a macchia d’olio in tutto il globo grazie ai campioni che hanno vestito le maglie di Milano. Dagli anni ’60 sino all’epoca contemporanea, sono tantissimi i protagonisti che hanno infiammato San Siro sino ad oggi. Escludendo l’epoca di rifondazione milanese (Thoir – Berlusconi – Lee), dove le compagini erano composte da giocatori sulla via del tramonto calcistico, il derby fra Inter e Milan ha sempre offerto spettacolo e colpi di scena. In 29 anni della stracittadina abbiamo assistito solo ad uno 0 a 0 (1989/90).

Questa statistica evidenzia quanto sia sentita come rivalità, ma sopratutto come i “cugini” si sfidino a suon di gol: 122 le reti realizzate dall’Inter in Serie A come squadra ospitante; 109 quelle del Diavolo in trasferta. I precedenti in casa nero azzura sorridono al Biscione: in 84 match, 32 sono i successi collezionati, 22 le vittorie esterne rosso nere, mentre 30 è il computo dei pareggi. Quelle più schiaccianti risalgono al 1967 per l’Inter (4 a 0) e al 2001 per il Milan che infuocò San Siro con un rocambolesco 0-6!

FOCUS ALLENATORI

Dall’insediamento in panchina di Mister Spalletti, l’inter ha mutato il proprio modo di stare in campo. Oltre ad aver applicato il “suo” modulo più caro, il 4-2-3-1, LS, ha lavorato moltissimo sull’aspetto mentale dei propri giocatori. Palese l’inversione di rotta da quando Lucianone siede sulla panchina nero azzurra. Il raggiungimento del obbiettivo Champions, la scorsa stagione, ha dato nuova linfa ai giocatori, infondendo sicurezza e personalità che mancavano prima del suo approdo in società.

La parabola ascendente la sta vivendo anche Gattuso, sulla panchina rossonera. Da quando ha sostiuito Montella dopo un rodaggio non semplice, il Milan ha cominciato ad ingranare marce qualificandosi in Europa League e offrendo una buona qualità di gioco. Nonostante l’inizio tentennante nel campionato corrente, Ringhio non ha mollato di un centimetro, rincuorando quei giocatori inesspressi ma potenzialmente validi e dando un impronta di squadra applicando un vestito, il 4-3-3, che sembra dare i frutti tanto attesi.

CHIAVI TATTICHE E FORMAZIONI

Se fossimo nell’epoca della Magna Grecia, potremmo definire Inter e Milan come Sparta e Atene.

Da un lato troviamo lo strapotere fisico della falange Spallettiana, costiuita da una difesa rocciosa composta da Skriniar e De Vrij. Ai lati due esterni capaci di difendere: D’Ambrosio, sulla corsia destra è favorito su Vrsaljko, mentre Asamoah confermatissimo sulla sinistra chiamato a fermare le possibili emoraggie create dal funambolo Suso.

A centrocampo pochi dubbi sugli uomini da schierare: Gagliardini quasi sicuro di una maglia più del duttile Vecino, mentre Brozovic dovrebbe ricoprire il ruolo di regista – metodista. Impostare si, ma anche difendersi dal metronomo Biglia. La cavalleria, invece, sarà formata da i soliti 3: Politano, Nainggolan e Perisic, ancora in cerca della forma migliore post mondiale. Colui che dichiara “guerra” ai rivali è il capitano dell’armata, ovvero Maurito Icardi, bomber di razza che nel derby si esalta. Vedi la tirpletta inflitta a Montella nel 2017. Insomma, difendere bene è la chiave del match per Spalletti che lancia la carica in conferenza: “non temiamo nessuno, nessuna paura perchè siamo convinti di ciò che facciamo.”

Per Luciano il termometro da derby è già bollente.

Se da una parte abbiamo analizzato i pregi della banda Spalletti &Co. analizziamo quali potrebbero essere le scelte di Gattuso e le sue contromisure.

Ringhio avvisa Spalletti: “Li rispettiamo ma noi siamo più tecnici. Loro sanno mutare sistema di gioco in corso, noi abbiamo inventiva e audacia.” Anche a parole entrambi i tecnici non smorzano la tensione, anzi, ne fanno una sfida dialettica per motivare ognuno a modo proprio, i rispettivi combattenti.

Partendo dalla difesa, Calabria dovrebbe avere la meglio su Abate, mentre i difensori centrali saranno Musacchio e Romagnoli accompagnati da Rodriguez sul versante sinsitro. A centrocampo i 3 muscoli e cervello rossoneri: Kessie, Biglia e Bonaventura, quest’ultimo capace di dare sostanza ma altrattanta qualità alla manovra offensiva del Diavolo.

La fanteria pesante sarà composta da Calhanoglu, Higuain e Suso.

Il fantasista spagnolo assieme al Pipita saranno gli osservati speciali in area nero azzura: da quando Higuain ha cominciato a dialogare con Suso, infatti, il Milan ha beneficato del suo bel calcio grazie al cinismo ritrovato della punta argentina. Insomma, una sfida tra due grandi cannonieri quella di stasera, tra presente e futuro della Seleciòn.

MILANO CAPITALE MONDIALE DEL CALCIO PER UNA NOTTE

78 mila spettatori, tutto esaurito per la notte calcistica milanese: quello di stasera è il derby numero 169 nella storia della città.

Incassi da kolossal del cinema: 4,8 milioni. Coreografie spettacolari, tribuna stampa invasa da giornalisti e addetti ai lavori per un totale di 700 presenze per 250 posti a sedere. Numeri da capogiro se si pensa a quanto genera a livello economico e sociale una partita del genere. E se non bastasse, sono 169 le tv collegate per trasmettere lo spettacolo.

Chi vince prosegue il proprio cammino verso i piani alti della clssifica e l’ambita Europa che conta.

Chi perde, d’altra parte, potrebbe risentirne psicologicamente perchè le emozioni che offre il derby, l’adrenalina che scaturisce nei giocatori, valgono molto più dei 3 punti in palio. E questo Spalletti e Gattuso lo sanno bene.

Ti te dominet Milan!

 

di Francesco De Marco

Advertisements