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Moreno su Italia-Corea: ‘Mi darei un 8. Posso spiegarvi tutto’

Il peggior arbitro che l’Italia abbia mai incontrato ha un nome: Byron, un cognome: Moreno, un arresto per droga e una serie di appellativi che “insensibile” sarebbe stato un complimenti. È entrato nell’immaginario collettivo come attore (forse non protagonista) della pagina più scandalosa della storia del nostro calcio: l’eliminazione per mano della Corea del Sud ai Mondiali del 2002.

A futbol sin cassette, l’ex arbitro – ammesso che arbitro lo sia mai stato – è tornato a parlare di quella partita 17 anni dopo, ritrattando qualche scelta, ma non tutte.

“Sì, su Zambrotta era rigore, era fallo da rosso, senza dubbio. Lo ricordo bene, vicino alla panchina: il peggior nemico dell’arbitro è la tv. Ci sono 20 telecamere e tu sei solo, con due assistenti, non vidi dove lo colpì, se alto o basso. Voto alla partita? Mi darei otto”

“Questo su Coco- dice riguardando le immagini – non lo avevo visto, altrimenti lo avrei punito: c’era il corpo di un altro giocatore, era complicato. Gli assistenti erano Ratallino e Ferenc, non mi hanno supportato“. E il sangue di Coco? “Il taglio avviene dopo il contatto con Gattuso, lontano dalla palla. Non per un contatto con un coreano”.

“Non posso mettere la mano sul fuoco per i miei assistenti in quella partita. Non ho capito perché non mi hanno messo con Fierro, abbiamo lavorato tanto insieme e ci capivamo con uno sguardo. Era l’assistente di linea uno, non ho capito perché Bomber non fosse con me. Mi ha sorpreso la decisione della Fifa. Non posso parlare male di Jorge Angel-Sanchez, che veniva da Corea-Portogallo dove c’erano stati problemi, ma mi è sembrato strano che fosse con me in quella partita, altri sono stati mandati a casa”.

Il calcio in testa a Maldini? non l’avevo visto! Avevo troppi giocatori davanti e i miei assistenti non mi hanno supportato! Il coreano era disperato perché voleva colpire il pallone, io non l’ho visto dalla mia posizione”.

“Rigore di Totti? C’è un giocatore che vuole danneggiare l’azione ed è Totti. Il coreano tocca prima il pallone e poi Totti. Lui prende prima la palla, non Totti che va giù dopo. Abbiamo fatto un seminario a Seoul sui falli in area e c’era una giocata di Italia-Camerun: il camerunese va a cercare la palla, l’italiano cerca il contatto e il rigore. Poi, nell’occasione, alzo lo sguardo e non vedo il mio assistente, pensò anche lui alla simulazione. Rosso? Sul momento non mi ha insultato nessuno, parlavano in italiano che è simile allo spagnolo; avrei capito”

In quella partita fu annullato un gol a Tommasi per un presunto fuorigioco: “Come posso vederlo da dove sono? Non c’è fuorigioco, ma deve dirmelo l’assistente, non io. Era impossibile per me sapere se fosse o meno fuorigioco: ha alzato la bandierina e io l’ho dato”.

 “Ho chiesto di parlare con Totti e Trapattoni dopo la partita, nessuno ha voluto. Se ho danneggiato l’Italia? No. Non l’ho fatto. Posso non aver visto dei rossi ma non ho danneggiato l’Italia. Non c’era rigore su Totti, non c’è stato niente di strano, le decisioni sono state chiare. Trapattoni è stato un codardo: espulso Totti, ha messo Tommasi, l’unico capace di attaccare era Del Piero. E’ stato un codardo come sempre“.

La sensazione è che non lo perdoneremo mai.

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Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93