Quando il gioco si fa duro | Gennaro Gattuso

Il Milan batte la Sampdoria a San Siro per 3-2 e compie un primo passo verso l’uscita dalla crisi, in attesa di ulteriori progressi sul piano del gioco. Punto di svolta del match di domenica sera il cambio di modulo deciso dall’allenatore.

La settimana del derby ha lasciato strascichi pesanti in casa rossonera. Oltre alla beffa finale nella stracittadina, infatti, i rossoneri hanno lasciato per strada tre punti preziosi contro il Betis, aprendo una crisi che si riflette sulla classifica. Come al solito il primo a finire sul banco degli imputati è stato l’allenatore: gioco inesistente, giocatori preziosi in panchina e un’impressione negativa generale. Qualsiasi allenatore si troverebbe in grave difficoltà, ma il discorso non vale per un signore che da sempre sa come reagire nei momenti complicati, come nella partita di domenica sera, che oltre a dare sollievo ad un campionato senza ambizioni ha concesso un momento di tranquillità che ora va sfruttato. È Rino Gattuso, quindi, il top allenatore italiano della settimana.

Va detto che la carriera del campione rossonero come allenatore non è mai stata tranquilla. Tuttavia c’è un motivo se il soprannome calcistico di Rino resta ancora oggi “Ringhio”: arrendersi non è un’opzione. Già l’esordio per il tecnico di Corigliano Calabro non si annunciava facile: il 19 giugno 2013 viene infatti annunciato il suo ingaggio al Palermo di Maurizio Zamparini, famoso per la disinvoltura con cui è solito esonerare i suoi allenatori. Le avvisaglie ci sono tutte e si concretizzano nel licenziamento recapitato dopo sei giornate di campionato ed una sola vittoria.

Conclusa la prima esperienza italiana per Gattuso si aprono le porte della Grecia, più precisamente dell’Ofi Creta, che lo annuncia il 5 giugno 2014. La stagione, pur caratterizzata dall’amore dei tifosi greci per Rino, si conclude con la rescissione il 30 dicembre dello stesso anno. Nell’estate del 2015 il ritorno in Italia: la piazza è quella di Pisa e questa volta le cose sembrano girare nel verso giusto, con la promozione in Serie B l’anno successivo. Ma la fortuna non sorride all’ex campione del mondo, con la crisi societaria del club toscano che inizia ad incidere pesantemente sul rendimento della squadra, fino alla retrocessione in Lega Pro ed il conseguente addio dell’allenatore dopo una stagione passata a denunciare scorrettezze verso giocatori e dipendenti da parte dei dirigenti.

Rino decide dunque di tornare a casa accettando l’incarico di allenatore della primavera del Milan, con la quale desta sin da subito un’ottima impressione a tal punto che Massimiliano Mirabelli gli affida la guida della prima squadra in seguito all’esonero di Vincenzo Montella. Sotto il suo comando la squadra rossonera gioca un ottimo girone di ritorno, concludendo il campionato al sesto posto (accesso diretto ai gironi di Europa League). La stagione in corso, invece, non inizia nel migliore dei modi, con un andamento altalenante che assicura al Milan solo il 50% di vittorie nelle partite disputate. La speranza dei tifosi rossoneri è che la partita di domenica scorsa rappresenti una svolta decisiva per la squadra ed il suo allenatore.

L’esultanza di Patrick Cutrone, autore del primo goal (Metro News)

Il match di San Siro presenta un esperimento tattico per Gattuso, che abbandona il consueto 4-3-3 per proporre un inedito 4-4-2 con le due punte centrali Higuain e Cutrone. Giampaolo risponde con un 4-3-1-2 e Linetty alle spalle di Quagliarella e Saponara.

Il primo tempo propone spettacolo fin dal fischio d’inizio, con il Milan che mantiene il controllo del gioco e la Samp che riparte in contropiede: dopo uno squillo di Higuain al ‘5 è Patrick Cutrone a sbloccare la gara al ’17, con un colpo di testa su assist di Suso che si infila sotto la traversa per l’1-0! L’euforia per il vantaggio tuttavia dura solo 4 minuti, poichè al ’21 è Riccardo Saponara a rientrare sul destro e a fulminare con un tiro a giro Donnarumma. 1-1! Passano 10 minuti e la partita è ribaltata: protagonista assoluto è l’uomo dai goal mai banali, ovvero Fabio Quagliarella, che si inventa uno splendido tiro al volo che non lascia scampo all’estremo difensore rossonero: È 2-1!!! La partita promette ancora molto. Al ’36, infatti, tocca a Gonzalo Higuain ristabilire l’equilibrio su assist di Cutrone con un tiro che fulmina Audero, per il 2-2 con cui le squadre rientrano negli spogliatoi.

La ripresa inizia con un’intensità minore, nonostante nessuna delle due squadre abbia intenzione di mollare un centimetro. Al ’62 l’episodio che risolve il match: Jesus Suso rientra sul sinistro e dai 25 metri effettua un tiro a giro stupendo sul quale il portiere blucerchiato nulla può e che porta il punteggio sul 3-2 per i rossoneri. I minuti che portano al ’90 evidenziano alcuni tentativi degli uomini di Giampaolo di riequilibrare la situazione, senza che ci siano tuttavia occasioni clamorose. A fine partita Gattuso ringrazia squadra e società per l’appoggio dimostrato negli ultimi giorni. Se la fiducia è meritata lo diranno le prossime partite, per il momento anche se il gioco si fa duro Rino non molla.

di Matteo Moglia