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Road to Brazil with: Astori e Ranocchia

Continua il viaggio alla scoperta dei papabili per il Mondiale in Brasile.

Davide Astori è nato a San Giovanni Bianco, il 7 gennaio 1987. E’ un difensore centrale, mancino. Inizia nelle giovanili del Milan dove gioca fino al 2006, per poi cominciare nel calcio vero e proprio con le esperienze di Pizzighettone e Cremonese, che durano fino al 2008. A questo punto, il salto di qualità porta il nome del Cagliari, club nel quale ancora oggi è considerato una vera e propria colonna. Proprio grazie alle ottime prestazioni con la squadra di Lopez, raggiunge la nazionale maggiore di Prandelli, e nel 2013 partecipa alla Confederations Cup segnando anche un gol contro l’Uruguay.

Attualmente Astori rappresenta una delle prime scelte dietro al trio juventino Barzagli-Bonucci-Chiellini per il centro della difesa azzurra.

Andrea Ranocchia è nato ad Assisi il 16 febbraio 1988 ed è da molti considerato l’erede di Marco Materazzi. Cresce nell’Arezzo sotto la guida di Antonio Conte, con il quale esordisce in serie B nel 2008. Passa poi al Bari, dove forma una grandissima coppia centrale con Leonardo Bonucci. Qui, nel 2009, esordisce a 21 anni in serie A, in Inter-Bari finita 1 a 1. Disputa una prima metà di stagione ottima ma poi subisce un grave infortunio al ginocchio e chiude anticipatamente il suo campionato.

L’anno seguente passa prima al Genoa e poi finalmente all’Inter, iniziando molto bene. Ma poi tra alti e bassi delude leggermente le aspettative, ma nonostante questo viene convocato in nazionale e nel 2011 esordisce in Italia-Romania.

Nel 2012 viene anche inserito nella lista dei pre-convocati per l’Europeo, non riuscendo poi ad essere confermato nei 23 scelti da Prandelli.

Al giorno d’oggi Ranocchia non è sicuramente uno dei favoriti per un posto al Mondiale, viste anche le difficoltà nel suo club, ma rappresenta comunque una alternativa di valore che il nostro ct dovrà prendere in considerazione.

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Tiziano Saule

Nato a Trieste, Tiziano Saule è studente al liceo. Socievole ma non troppo espansivo, non ama essere al centro dell’ attenzione. Adora scrivere e adora lo sport. In particolare il calcio. Ama praticarlo, guardarlo e commentarlo, unendo così le sue due passioni. Per Tiziano lo sport racconta molto di più di quello che solitamente la gente coglie: porta con sé valori, passioni e rivalità che lo rendono eccezionale.