Road to Brazil with: Thiago Motta e Darmian

Foto ”Tuttomercato.com”

Thiago Motta, nato a Sao Bernardo da Campo il 28 agosto 1982, è uno dei due oriundi azzurri. E’ un centrocampista centrale, molto difensivo ma bravo anche nell’impostazione. Quello in Brasile, sarà il suo primo Mondiale da quando veste la maglia azzurra, proprio nel suo paese natale.

Inizia nelle giovanili del Barcellona, arrivando in poco tempo a giocare nella formazione B. Dopo qualche apparizione in amichevole con la prima squadra, si afferma finalmente al Camp Nou, diventando un giocatore quasi fondamentale nel centrocampo blaugrana. Ma proprio quando sembra andare tutto per il meglio, la sfortuna bussa alle sue porte e l’italo-brasiliano si rompe i legamenti del ginocchio, mettendo praticamente fine alla sua avventura in Catalogna. La stagione successiva, così, viene acquistato dall’Atletico Madrid, ma a causa di un altro brutto infortunio (questa volta al menisco), giocherà solo sei partite, per un totale di 370 minuti stagionali. Non abbastanza per rinnovargli il contratto.

Piomba allora su di lui il Genoa, e Thiago Motta sbarca per la prima volta in carriera in Italia. A Genova disputa una grandissima stagione insieme all’argentino Diego Milito, sfiorando una clamorosa qualificazione in Champions. Stagione questa, che gli varrà la chiamata all’Inter di Mourinho, proprio con lo stesso Milito. Qui vincerà lo storico triplete dopo un campionato da protagonista e dopo tre anni passerà al PSG degli sceicchi, prendendo subito in mano le chiavi del centrocampo, ruolo che ora condivide con il compagno di nazionale Marco Verratti.

La sua storia in nazionale, come detto, non è lunghissima. La prima convocazione, infatti, risale appena al 2011, in occasione di un’amichevole contro la Germania.

Ha inoltre partecipato alla bella avventura agli Europei 2012, infortunandosi però in finale dopo soli 3 minuti dal suo ingresso in campo.

Matteo Darmian, nato a Legnano il 2 dicembre 1989, è un terzino destro del Torino, alla sua prima avventura in nazionale. Rappresenta con tutta probabilità la prima alternativa ad Abate e De Sciglio sulle fasce.

Cresce nelle giovanili del Milan, squadra di cui assume il titolo di capitano nella Primavera. Poi, prima di compiere 17 anni, esordisce fra i grandi nel match di Coppa Italia vinto dal Milan a Brescia, sostituendo il veterano Kaladze, senza però mai trovare la continuità sperata e concludendo l’avventura al Milan con sole 4 presenze in serie A.

Disputa allora una stagione da titolare in serie B a Padova, per poi passare al Palermo, dove si fa apprezzare da tutto l’ambiente grazie anche a delle belle prestazioni in Europa League.

Poi la svolta. Lo acquista il Torino, in serie B. Trova finalmente una maglia da titolare ed insieme ai granata viene promosso. Il suo primo vero campionato di A lo gioca proprio al Toro, concludendo una strepitosa stagione con la qualificazione all’Europa, grazie anche ai problemi avuti dal Parma per la questione stadio.

Percorre tutto il percorso delle nazionali giovanili, dall’under-17 all’under-21 di Pierluigi Casiraghi. Solo lo scorso maggio, però, ha ottenuto la prima chiamata da Prandelli in occasione dello stage a Coverciano. Vanta una sola presenza, risalente alla recente amichevole del Craven Cottage, finita 0 a 0 contro l’Irlanda.

Tiziano Saule

Nato a Trieste, Tiziano Saule è studente al liceo. Socievole ma non troppo espansivo, non ama essere al centro dell’ attenzione. Adora scrivere e adora lo sport. In particolare il calcio. Ama praticarlo, guardarlo e commentarlo, unendo così le sue due passioni. Per Tiziano lo sport racconta molto di più di quello che solitamente la gente coglie: porta con sé valori, passioni e rivalità che lo rendono eccezionale.