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Scherma | intervista esclusiva alla campionessa mondiale assoluta Maria Navarria

Intervista esclusiva a Mara NAVARRIA,  vincitrice del mondiale 2018 disputatosi a  Wuxi (Cina) di spada femminile e vincitrice della coppa del mondo 2018. Mara Navarria classe 1985 fa parte del centro sportivo Esercito.

Mara NAVARRIA vincitrice del mondiale 2018 disputatosi a Wuxi (Cina)

Emozioni del mondiale: com’è stato mettere l’ultima stoccata e salire sul primo gradino del podio? Si aspettava questo risultato ? A chi dedica la vittoria? 

L’ultima stoccata di questo mondiale è stata quella non messa. L’assalto vinto 13-9, ultima stoccata una botta corta al bersaglio avanzato a 20 secondi dalla fine. Poi mi sono solo difesa, anche se la mia avversaria non ha provato molto, rivedendo il video penso proprio si sia arresa, 20 secondi nella scherma è tanto tempo, in quell’assalto un’ infinità, ma mi ero promessa di non guardare il tempo ma costruire azioni e così è stato.

Qual è il  segreto della continuità che ha avuto quest’anno che l’ha portata a vincere anche la coppa del mondo ? 

Un risultato così non si aspetta, si costruisce. Ho preparato molto bene questa gara nei minimi dettagli e il lavoro viene ripagato. Ho programmato bene la stagione con il mio team (maestro, preparatore fisico, preparatore mentale e la persona che mi segue per il lavoro di respirazione), ero pronta in diversi momenti dell’anno e quest ‘anno in particolare in pedana mi sono divertita tanto.

La mancata qualificazione alle Olimpiadi di Rio le é stata utile per arrivare a questo risultato?

La mancata qualificazione per Rio è stata davvero pesante da superare. Eravamo n. 1 al mondo con la squadra a inizio qualificazione e abbiamo terminato dopo 10 mesi settime. Un fallimento che reputo il peggiore in carriera. Io alla squadra ci tengo davvero tanto. Nel frattempo io avevo perso il mio Maestro, emotivamente un periodo pesante.Sono fortunata poiché ho una fantastica famiglia e in quel periodo terminavo gli studi universitari.

Come affronterà la qualifica olimpica per Tokyo 2020?

La qualifica per Tokyo l’affrontero’ molto più serena, l ‘esperienza in qualche modo migliora la qualità dell’ allenamento e spero che il team che sarà con noi sia affiatato e condivida l’obiettivo della squadra.

-È difficile conciliare la vita di mamma con quella da atleta?

Conciliare la vita da mamma e atleta non è semplice, ma ho un marito che mi aiuta molto e poi non volevamo aspettare i 30 per diventare genitori. A livello federale sono stata tutelata e così ha fatto il mio gruppo sportivo. Mio figlio mi aiuta molto,il tempo che dedico a lui non è quello classico delle mamme ma leggermente diverso. Se un giorno non ho allenamento lui non va all’asilo e costruiamo o coloriamo per ore insieme. Essere madre mi ha cambiata molto, si vedono le cose da altri punti di vista, come donna sono migliorata.

Nel tempo libero ha qualche passione particolare oltre alla scherma ?

La mia passione più grande è la fotografia.

-Anche sua sorella fa scherma ad alti livelli, c’è mai stata competizione anche se appartenete a due specialità diverse ?

Io sono la seconda di quattro figli e tutti facevamo scherma. Nel periodo tra i 12/13 anni mia sorella più grande vinceva molto e io no, forse l’unico periodo di tensione tra sorelle. Ricordo un anno dove sia mio fratello sciabolatore che mia sorella più piccola parteciparono ai mondiali under 20,oltre a vincere un sacco di medaglie in coppa del Mondo scommettavamo sui viaggi e premi da fare/ricevere. È stato stimolante per tutti, penso. Spesso in giro per il mondo compravamo regali per gli altri. Con mia sorella più piccola ho condiviso le Olimpiadi di Londra e tanti allenamenti ma sempre da sorelle non da atlete.

-Chi reputi l’avversaria più ostica?

L’avversaria più ostica ha smesso.. Era Flessel.

-C’è uno sportivo in particolare che prendi come riferimento?

Non c è uno sportivo che prendo come riferimento. Entrata in nazionale i miei occhi erano per la Cascioli e la Uga. Come atleta e come persona mi è sempre piaciuta Giovanna Trillini.

-Guardando i suoi grandi successi del passato si può osservare che lei ha vinto sia competizioni individuali, sia gare a squadre. A quale tipo di competizioni tiene maggiormente? C’è una vittoria che reputa più speciale e importante delle altre?

Vincere individualmente è bello, ma vincere a squadre è diverso. Vincere con Nathalie (Moelhausen) e Bianca (Del Carretto) mie compagne di squadra da quando avebo 16 anni era proprio bello. Si era creata un’intesa molto bella e soprattutto una conoscenza della persona che secondo me in qualche modo può o potrebbe aiutare la squadra anche in pedana. A squadre ricordo la vittoria di Rio, prima gara di qualificazione per Londra (bianca, Nathalie, Cristiana e io) dominato tutto il giorno e festeggiato come non mai!
Individualmente ho diversi ricordi di gare belle, alcune per la modalità con cui ho vinto (Tallinn 2017)altre per chi avevo in fondo alla pedana o Doha per il valore umano che aveva (doha 2015)

-Quali sono secondo lei le principali caratteristiche fisiche e mentali che uno schermitore deve avere 

ogni atleta è speciale e pericoloso dal mio punto di vista, per eccellere dovrebbe avere una buona mobilità, destrezza, intelligenza, capacità polmonare, resistenza e fantasia.

-Da chi le è stata trasmessa la passione per questo sport?

Io ho fatto diversi sport, dai 10 anni praticavo canoa d’estate e scherma d ‘inverno. Scherma l’ha iniziata prima mio fratello Enrico e poi mia madre, piacendole l’ambiente, ci ha portati tutti e quattro.

Francesca Isola

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