SCI| La prima settimana del mondiale. Up&Down degli azzurri e gli addii di Vonn e Svindal

SCI| La prima settimana del mondiale. Up&Down degli azzurri e gli addii di Vonn e Svindal

10 Febbraio 2019 Off Di Simone Frigeri

Si è chiusa quest’oggi la prima settimana del mondiale di sci alpino in Svezia, ad Aare. Gioie per i nostri colori con due medaglie centrate subito dagli azzurri Paris e Goggia, entrambe nella specialità del SuperG. Ma questo mondiale sarà sicuramente ricordato come il mondiale degli addii di Svindal e Vonn.

Prima di concentrarsi sull’analisi degli atleti italiani, apriamo un capitolo sui due campionissimi, che dopo le prove di velocità di questo mondiale hanno deciso di “appendere gli sci al chiodo” e chiudere una carriera da fuoriclasse. Parliamo di Aksel Lund Svindal e Lindsey Vonn, atleti-superstar che hanno scritto pagine indelebili nella storia di questo sport e che, dopo circa 15 anni, con rammarico non vedremo più spuntare al cancelletto di partenza.


L’americana è stata, a nostro parere, la prima vera e propria icona femminile dello sci alpino e di lei, oltre alla pioggia di medaglie, coppe, podi e vittorie, ricorderemo sempre con un sorriso il suo desiderio mai esaudito di correre testa a testa con gli uomini, desiderio che da solo consente già di comprendere lo strapotere fisico e mentale di questa atleta. Grazie di tutto Lindsey, ci mancherai, e chiudere con la medaglia di bronzo in discesa libera all’ultima gara è l’epilogo minimo che una campionessa di questo calibro poteva meritarsi.

In quanto ad Aksel Lund Svindal, è uno degli ultimi atleti degli anni 2000 ad essere rimasto nel mondo delle competizioni e anche per lui chiudere con una medaglia d’argento nella discesa libera mondiale (per due centesimi dietro al compagno Jansrud) non può che essere motivo d’onore. Per il norvegese non ha senso contare il numero di vittorie, podi, medaglie e coppe, ma ricordare la sua costanza, dedizione e amore verso questo sport e ringraziarlo per essere stato l’uomo che ha traghettato il passaggio di consegne dalla generazione dei Didier Cuche e Bode Miller a quella odierna di Feuz, Jansrud, Paris, Kriechmayr (e chi più ne ha più ne metta). Sottolineiamo a riguardo, che essere stato competitivo e vincente durante il corso di diverse generazioni, non è cosa da poco e Svindal sicuramente si è conquistato un posto d’onore fra i più grandi. Un CAMPIONISSIMO.

Dopo aver toccato il capitolo addii, andiamo all’analisi sugli Up&Down degli azzurri.

UP:

Dominik Paris: Alzi la mano chi non avrebbero pensato in qualcosa in più per la gara di discesa libera. Ma tenendo i piedi perterra ed essendo realisti, la grandezza di questo atleta è indiscutibile. Medaglia d’oro nella prova di SuperG e staccato dai primi in una discesa in cui il maltempo l’ha fatta da padrone. Battuta d’arresto, se così si può chiamare, che poteva starci in una situazione del genere. Noi ci soffermiamo sull’oro conquistato.CHE BELLEZZA!

Sofia Goggia: L’avevamo data come la freccia azzurra più brillante in campo femminile, e lei ha mantenuto le aspettative. Ricordiamoci dell’infortunio che l’ha tenuta fuori per gran parte di questa stagione. Vincere la medaglia d’argento è stata una vera e propria impresa. CHAPEAU!

Christof Innerhofer: stagione in cui scia bene da strapparsi i capelli, ma in cui la fortuna non lo accompagna. Conquista la “medaglia di legno” con il quarto posto in SuperG. Polemico al termine della gara di discesa libera in cui dimostra amarezza per aver preparato due anni il mondiale ed essere obbligato a correre in condizioni inadatte…pensiero tutt’altro che insensato.

DOWN:

Federica Brignone: la sua gara si corre giovedì 14, con lo slalom gigante, e ci aspettiamo grandi cose da Fede. In Combinata Alpina, quasi certamente l’ultima della storia, poteva fare molto meglio, e non ci si può accontentare del sesto posto ottenuto. Speriamo scenda in pista ancora più aggressiva per centrare il vero obbiettivo.

di Simone Frigeri