SCI| La settimana di chiusura del mondiale di Aare, gli Up & Down degli azzurri.

Si chiude uno dei mondiali tecnicamente ed emozionalmente più brutti di sempre, ma almeno le medaglie hanno (quasi) completamente rispettato le aspettative.

Gli attesissimi Shiffrin e Hirscher centrano entrambi l’obiettivo della medaglia d’oro nella rispettive prove di slalom speciale (in cui il team austriaco maschile ha siglato una storica tripletta), mentre in gigante l’americana ha chiuso al terzo posto dietro a Vhlova e Rebensburg e Marcel Hirscher ha dovuto per una volta inchinarsi alla grande prestazione del norvegese Kristoffersen.

Seconda settimana di buio per le prove degli azzurri in cui purtroppo non si è riusciti a ripetere la grande settimana di apertura. Viste le aspettative e le reali potenzialità, si poteva fare sicuramente qualcosa di più nello slalom gigante femminile in cui anche l’attesissima Federica Brignone non è riuscita a sferrare uno dei suoi attacchi da podio. Risultati negativi anche nello slalom gigante maschile (con miglior azzurro Luca de Aliprandini in 20esima posizione), nello slalom speciale femminile (miglior azzurra Costazza, 20esima) e in quello maschile (Sabo gross decimo e miglior italiano)

Ci ha pensato la squadra azzurra schierata per il team event a regalarci l’unica medaglia, con un bellissimo bronzo conquistato dalla squadra mista composta da Maurberger, Vinatzer, Curtoni, Della Mea, Bassino e Tonetti.

Passiamo ora agli Up&Down

UP:

Squadra del team event:  lo sci è tutt’altro che uno sport di squadra (affermazione da considerarsi estremamente ovvia), e lo spettacolo che riserva questo evento non è sicuramente fra i più avvincenti del circo bianco, ma fa sempre molto piacere vedere i colori azzurri sul podio, in particolare se la conquista di questa medaglia porta i nomi di giovani come Della Mea-Vinatzer-Maurberger.

Alex Vinatzer: già citato fra i migliori con il bronzo della gara a squadre, ma anche il miglior tempo fra tutti nella seconda manche dello slalom speciale maschile è un grande orgoglio e va preso come punto di partenza per lo slalom maschile italiano del futuro.

DOWN:

Federica Brignone: sicuramente atleta fra i più grandi talenti dello sci azzurro e questa stagione deve essere comunque considerata fino ad ora positiva, non era la sua pista e nemmeno la sua neve, ma qualcosa in più del quinto posto andava fatto, la medaglia era sicuramente alla sua portata.

di Simone Frigeri

Simone Frigeri

Simone Frigeri nasce a Gorizia il 23 febbraio 1993. Diplomato al Liceo Linguistico, laureato triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali all’Università di Trieste. Prosegue il percorso di studi conseguendo la laurea magistrale in Gestione del Lavoro e Comunicazione per le Organizzazioni presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ama lo sport in generale con particolare attenzione al calcio ed allo sci alpino, sport praticati agonisticamente per molti anni. Attivo in campo sociale, persona estroversa e sempre pronta a mettersi in gioco.