Tratto d’angolo | Solo il fato li vinse.

Un bagliore nella sera, il fragore, poi nulla.

Sul cielo squarciato di quel pomeriggio abbiamo tutti appoggiato gli occhi almeno per un secondo e ancora oggi vi rivolgiamo pensieri e ricordi.

Erano le 17:05 e l’aereomobile Fiat G-212 volava su Torino a visibilità bassa, nulla. Camminava sul filo della storia, in bilico tra una giornata che non tornerà più e una che non arriverà mai. Era il 4 maggio del 1949 e su quell’aereo c’era il Grande Torino, quasi tutta la Nazionale italiana (nel 1947, il CT Vittorio Pozzo schierò 10/11 ragazzi granata in azzurro), il mito della formazione più forte che il nostro Paese ricordi non aveva confini. Sebbene non esistesse ancora la Coppa Campioni, il Torino era solito giocare trasferte internazionali, anche oltreoceano, tanta era la fama di questi ragazzi colpiti dall’egoismo del destino che li volle per sé.

Dal 1943 al 1949 i granata vinsero 5 scudetti (consecutivi per la sospensione bellica del 43/44 e 44/45) e per 100 partite non conobbero la parola sconfitta tra le mura di casa (7 giocate dopo Superga): 89 vittorie ed 11 pareggi con appena 80 gol subiti e 363 realizzati, molti dei quali durante il tipico “quarto d’ora granata”: uno spazio temporale incalzato dal suono di una tromba, che trascendeva il calcio e le sue regole terrene e dove capitan Valentino Mazzola, con le maniche rimboccate, trovava assieme ai suoi compagni la via del gol e della vittoria.

Non si può, oggi, guardare il cielo e non riconoscere ciò che il destino tolse al mondo intero; immortalando per sempre la storia di questi “semidéi” invincibili, immediatamente dopo quel bagliore che illuminò quella dannata sera di maggio. Forse erano troppo per questa Terra, forse, come scrisse Indro Montanelli “sono solo in trasferta”.

Nell’incidente persero la vita: i giocatori

Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin,

Dino Ballarin,

Emile Bongiorni,

Eusebio Castigliano,

Rubens Fadini,

Guglielmo Gabetto,

Ruggero Grava,

Giuseppe Grezar,

Ezio Loik,

Virgilio Maroso,

Danilo Martelli,

Valentino Mazzola,

Romeo Menti,

Piero Operto,

Franco Ossola,

Mario Rigamonti,

Giulio Schubert.

Gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri.

Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93