Testa Olanda, croce Italia: siamo fuori dal mondiale

Miedema e Van der Gragt piegano le azzurre ai quarti di finale con due colpi di testa che spiazzano Giuliani.

Un primo tempo arrembante e giocato alla pari, poi la supremazia olandese ha dominato il campo: Gama&co devono arrendersi ai quarti di finale di fronte alle campionesse d’europa in carica.

NON SARÀ SEMIFINALE ma in questo sport, finalmente in Italia, anche la Nazionale femminile ha avuto il suo spicchio e grazie a questo mondiale, godrà di una longeva risonanza. Non vinceremo la coppa, quest’anno. Ma vantare una squadra tra le prime otto al mondo (dopo un mondiale che mancava da vent’anni) non è da tutti.

Lo share, l’entusiasmo, l’attaccamento alla maglia, poi, rappresentano la svolta; il corollario di un movimento che aveva bisogno di uno smottamento per emergere. E che si sia parlato di calcio femminile per “salire sul carro”, per conformarsi all’opinione dei più o semplicemente per autentica passione, poco importa. Le ragazze mondiali sono un reale esempio che lo sport è libero, autentico e fa sognare, piaccia o no. E a noi, sono piaciute, cavolo se sono piaciute!

IL TABELLINO

Reti: 70′ Miedema, 80′ Van der Gragt

Italia (4-3-3) – Giuliani; Guagni, Linari, Gama, Bartoli (dal 46′ Boattin); Bergamaschi (dal 75′ Serturini), Cernoia, Giugliano, Galli, Bonansea (dal 54′ Sabatino); Giacinti.

A disp. Marchitelli, Pipitone, Tucceri, Fusetti, Boattin, Rosucci, Parisi, Serturini, Girelli, Sabatino, Tarenzi, Mauro. All. Bertolini

Olanda (4-3-3) – Van Veenendaal; Van Lunteren, Van der Gragt (dall’87’ Dekker), Bloodworth, Van Dongen; Spitse, van de Donk, Groenen; Van de Sanden (dal 56′ Beerensteyn), Miedema (dall’87’ Roord), Martens.

A disp. Kop, Geurts, Van Es Dekker, Pelova, R. Jansen, Kaagman, E. Jansen, Kerkdijk, Roord, Beerensteyn, Van der Most. All. Wiegman

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93