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Ti te dominet Milan | Luciano Spalletti

Derby ricco di tensione e di spettacolo a San Siro: la decide capitan Icardi al ’92 con la complicità del portiere rossonero, ma l’ennesima vittoria allo scadere per l’Inter evidenzia una maturità mentale dovuta anche all’abilità del suo allenatore.

Milano è nerazzurra, il derby lo vince l’Inter al fotofinish. Risultato giusto per quello che si è visto in campo, con i nerazzurri che dominano dall’inizio alla fine sui cugini rossoneri. Ma questo risultato non è il frutto della casualità, è un punto di arrivo della crescita evidenziata da Handanovic e compagni dopo un avvio di campionato più complicato del previsto. Il segreto di questa rinascita, oltre la solidità del gruppo, è anche l’allenatore; è Luciano Spalletti, il top allenatore italiano di questa settimana.

Eppure nessuno avrebbe scommesso su questo signore. Nato a Certaldo il 7 marzo 1959, Spalletti vive una carriera da giocatore non esattamente esaltante (le due squadre più importanti nelle quali ha militato sono lo Spezia e l’Empoli) e nel 1983 decide che è il momento di appendere le scarpe al chiodo e diventare allenatore. Un punto di svolta per lui, che dopo un esordio vincente alla guida dell’Empoli (dal 1993 al 1998 con una storica doppia promozione dalla Serie C alla Serie A) inizia un filotto di esperienze che lo portano sulla panchina della Sampdoria, del Venezia, dell’Udinese, dell’Ancona e di nuovo dell’Udinese.

Nel 2005 Franco Sensi decide di chiamarlo ad allenare la sua Roma e tra la squadra giallorossa e Luciano nasce un rapporto d’amore che durerà fino al 2009, quando dopo la conquista di due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e ottimi risultati in campionato e in Champions League, dove ha la meglio su grandissime squadre come il Real Madrid di Raul ed il Manchester United di Sir Alex Ferguson, rescinde il suo contratto a causa di dissidi interni con la società. La tappa successiva lo porta in Russia, più precisamente allo Zenit San Pietroburgo, con il quale vince due campionati consecutivi, una Coppa di Russia e una Supercoppa di Russia prima di tornare nella capitale italiana per la sua seconda esperienza con i giallorossi. Le cose tuttavia questa volta non vanno bene per Spalletti, che decide di andarsene dopo solo un anno, senza aver ottenuto alcun trofeo e con molte tensioni (celebre su tutte lo scontro con il capitano Francesco Totti).

Dopo solo un mese di pausa nel giugno del 2017 è ingaggiato dall’Inter, con l’obiettivo di riportare i nerazzurri in Champions League, obiettivo conseguito proprio nell’ultima giornata di campionato, dopo una stagione altalenante a livello di rendimento. La seconda stagione sulla panchina nerazzurra al momento conferma certezze e limiti di questo allenatore, il quale tuttavia mantiene la sua nomea, nata durante l’esperienza giallorossa, di uomo derby.

Cornice spettacolare e tutto esaurito a San Siro, che vede il primo confronto tra superpotenze economiche, ovvero la Cina di Suning e gli Stati Uniti di Elliot. I nerazzurri entrano in campo in un 4-2-3-1 con Perisic, Nainggolan e Politano alle spalle di Icardi mentre la formazione di Rino Gattuso risponde con un 4-3-3 e Suso e Calhanoglu a supporto di Higuain.

Il goal decisivo di Mauro Icardi (Gazzetta.tv)

Il primo tempo è tutto di marca nerazzurra, con gli uomini di Spalletti che dopo alcuni minuti di studio al ’13 colpiscono con Icardi, rete tuttavia annullata per fuorigioco a causa di un tocco di testa di un compagno. Al ’20 duro scontro di gioco tra Biglia e Nainggolan, che si conclude con un giallo immeritato per il milanista e la sostituzione dopo alcuni minuti del nerazzurro per infortunio. Il match prosegue con l’Inter sempre padrona di un gioco che produce prima dell’intervallo altre due nitide occasioni, una per Perisic salvata da un ottimo intervento di Donnarumma e uno per De Vrij, la cui girata sbatte sulla traversa. Unica fiammata da parte del Milan una rete annullata giustamente a Musacchio al ’42.

Il secondo tempo inizia con lo stesso canovaccio del primo ed i nerazzurri che dimostrano di avere buona qualità di fronte ad un Milan troppo rinunciatario, senza però creare grandi occasioni come nella prima parte di gara. Al ’90 la gara sembra destinata a rimanere a reti inviolate ma nel secondo minuto di recupero il portiere rossonero esce male, concedendo ad Icardi un’occasione che il bomber argentino non si lascia scappare. È 1-0 e tale rimane. Ancora una volta in questo campionato i nerazzurri prevalgono alla fine, dimostrando una solidità mentale da grande squadra. La sfida con il Barcellona in Champions League di questa settimana darà altre indicazioni. Per il momento il derby è nerazzurro, il derby è dell’uomo che li vince sempre, il derby è di Spalletti.

 

di Matteo Moglia

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