Tira e molla Romania. Conte sbotta: “Partite così vanno chiuse”

La giornata che ha definito il quadro delle squadre che giocheranno l’Europeo (si sono aggiunte Svezia e Ucraina) è stata costellata da amichevoli internazionali e a Bologna, l’Italia, ha ospitato la Romania nella sua ultima partita del 2015.

In mattinata era arrivata la notizia che la partita tra Belgio e Spagna, per ragioni di sicurezza, è stata cancellata. Qualche ora più tardi, un’altra amichevole, Germania-Olanda ha subito la stessa sorte. L’Antiterrorismo si è visto anche a Bologna: stadio blindato e forze dell’Ordine impiegate dentro e nei pressi dell’impianto.

C’è voglia di parlare di calcio, di continuare a vivere dando una risposta chiara a chi crede di combattere la libertà spezzando delle vite. La risposta del pubblico è stata una prima vittoria importante: presenza massiccia e tifo; è quello che vorremmo sempre vedere. E ora – come premesso – parliamo di calcio.

GLI EPISODI

Partenza in salita per gli azzurri: la Romania infatti iniziano da subito a giocare il pallone costringendo i nostri a ripiegare. Ci prova quasi subito con Torje, sul cui destro da fuori area Buffon si fa trovare pronto. Il pressing è insistente e dopo 8′ gli ospiti trovano il vantaggio, merito di un pasticcio in area firmato Darmian e Barzagli ed a quel punto è troppo facile per Stancu andare a referto. La reazione degli azzurri c’è ma pecchiamo di freddezza e forse nel primo tempo siamo in credito di un rigore proprio allo scadere.
Nella ripresa è tutta un’altra gara; i conti tornano, e trascorsi 9 minuti l’arbitro indica il dischetto per un fallo da manuale su Eder. Ci va Marchisio che sigla il suo quinto goal con la maglia dell’Italia con un destro imparabile. E’ la chiave di svolta del match.
Al 20′ Florenzi mette un buon pallone spiovente in area avversaria su cui arriva Okaka, appoggia a Marchisio che in corsa mette un bellissimo assist all’indirizzo di un dimenticato (non da Conte e non ce ne voglia Sarri, ci riferiamo alla difesa avversaria) Gabbiadini, entrato da sei minuti e di testa insacca.
Con Gabbiadini (al posto di Eder) sono entrati anche Montolivo e Okaka (fuori Soriano e Pellè). Qualche minuto più tardi ci sarà spazio anche per Sirigu subentrato a Buffon tra gli applausi del pubblico vicino al numero 1 del Paris Saint Germain che negli attentati di Parigi ha perso due amici.

Sarebbe il momento di chiuderla: è a questi episodi che nelle interviste che seguono si riferiscono Conte ed ElSha abbastanza rammaricati riguardo al risultato: l’ex milanista ci va vicinissimo in due occasioni.

Ancora cambi: dentro Parolo e Candreva, fuori Marchisio ed El Shaarawy. Non passano 3 minuti che Gabbiadini accusa una forte contusione dopo un contrasto ed è costretto a lasciare il campo: nulla di grave si spera (domani gli accertamenti), la cattiva notizia è che i cambi sono finiti e l’Italia rimarrà in 10 per i rimanenti seicento secondi.
Sono quanto basta perchè Andone gessi il definitivo 2-2 su cui Sirigu non poteva fare più di quel che ha fatto.

Ne rimane un 2-2 che nasconde sì una vera reazione ed è falsato da un errore difensivo ma ci si aspetta di più sul piano realizzativo e se nelle ultime due gare sono arrivati tre goal (di cui uno solo segnato da un attaccante per di più poco impiegato) c’è da guardarsi intorno.
Le soluzioni devono trovarsi entro qualche mese, difficile ipotizzare qualche sorpresa, più semplice mischiare le carte che già sono nel mazzo azzurro e qui emerge un’altra questione:

la prossima volta che commenteremo una partita dell’Italia lo faremo – se le stagioni non ci tradiranno – all’aperto, tra quattro mesi, e a un centinaio di giorni dall’inizio degli Europei: non è un po’ troppo in là con i tempi? Il poco spazio dedicato alla Nazionale durante questo anno, a nostro avviso può essere un frammento dello specchio di ciò che vedremo a giugno, e prima che diventi deterrente, ci preme considerarlo aggravante e su questa cosa ci torneremo.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Conte: “Episodi negativi decisivi? Si però bisogna anche iniziare a pensare che bisogna evitarli perché ci hanno tirato due volte in porta e ci hanno fatto due goal. Dispiace perché meritavamo ampiamente di vincere sotto tutti i punti di vista; rimane la buona prestazione. Sono convinto che i ragazzi abbiano dato tutto e abbiano fatto una buona prestazione sotto tutti i punti di vista: mentale, fisico dando ritmo ed intensità al gioco. Meritavamo di vincere, non abbiamo vinto e mi dispiace perché partite come queste vanno portate a casa punto e basta. Già ero arrabbiato per il risultato in Belgio: un risultato pesante. Sono comunque queste le cose che ci fanno crescere.

Abbiamo un gruppo di ragazzi che meritano di stare qui per quello che dimostrano in campo, abbiamo due amichevoli importanti con Spagna e Germania, stiamo lavorando e questa è una squadra che regala emozioni”.

El Shaarawy: “Non siamo partiti molto bene ed infatti ci hanno punito alla prima occasione; il secondo tempo? Stra dominato, abbiamo avuto molte più occasioni noi però purtroppo non è andata dentro come è successo a loro alla fine. Complessivamente è stata una partita positiva. Conte arrabbiato? Ha ragione perché partite così si devono chiudere; siamo andati in vantaggio, potevamo fare il terzo però non siamo riusciti a sfruttare le occasioni. Anche io sono arrabbiato.

Gli avvenimenti di questi giorni ci hanno scosso a tutti però siamo entrati in campo convinti di quello che dovevamo fare. Il nostro gruppo è un gruppo fantastico, è unito, ora cerchiamo di fare bene le prossime due amichevoli per preparare al meglio l’Europeo”.

 

 

 

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua

Francesco Bevilacqua nasce a Gorizia il 20 ottobre 1993. Si diploma al Liceo Scientifico nel 2012. Attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza all'Università degli Studi di Trieste. Scrivere di sport è un'opportunità di crescita; gioca a calcio. @Bevilacqua_93