Tratto d’angolo | C’eravamo abbastanza amati

Niente è per sempre. Basta tornare indietro a quell’ 11 aprile del 2007, quando il Milan di Carlo Ancelotti abbatteva 2-0 il Bayern a Monaco di Baviera e metteva una seria ipoteca sulla propria presenza alla finale di Champions League. Oggi il Milan non riesce a superare il girone di Europa League, Ancelotti si fa sculacciare dal Liverpool e la serie A, al tempo uno dei top campionati al mondo, si stiracchia all’ombra di Premier League, Liga e chi più ne ha più ne metta.

In quella primavera del 2007 furono Seedorf prima e Inzaghi poi a regalare un sogno ai tifosi del Diavolo. Protagonista assoluto l’olandese che se registra la prima marcatura, risulta ancora più prezioso nell’illuminante colpo di tacco che libera il solito funambolo Inzaghi. E lui, a tu per tu col portiere, non sbaglia. I due si abbracciano e gioiscono all’idea che l’impresa  sta per compiersi. 

20070523 -ATENE (GRECIA) – SPR – FINALE CHAMPIONS LEGAUE; MILAN – LIVERPOOL. Clareence Seedorf (s) fetseggia Filippo Inzaghi ieri sera per il gol del 2 a 0. DANIEL DAL ZENNARO/DAZ/ANSA

Se sembravano amarsi abbastanza, poi qualcosa inevitabilmente si sgretola nel rapporto tra i due. Nel 2014 Seedorf viene allontanato dalla panchina rossonera e al suo posto viene chiamato alle armi l’allora allenatore degli Allievi: proprio l’amico Pippo. La decisione è un rospo difficile da buttare giù per l’olandese che non nasconderà mai la propria contrarietà alla scelta dirigenziale.

Qualche giorno fa, però, Seedorf – attuale allenatore del Camerun – ha alzato un poco di più l’asticella evidenziando come i dissapori col vecchio compagno di conquiste non si siano tutt’oggi attenuati: 

Avrei voluto la fortuna di Inzaghi che può continuare a perdere e restare comunque in panchina.

Ma non si tratta certo di un caso isolato. Sembravano amarsi abbastanza pure Pavel Nedved e Giuseppe Marotta; d’altra parte sono celebri le esultanze sfrenate della classe dirigenziale bianconera che – immortalata dalla telecamera – si lascia andare in vigorosi e abbracci e strette di mano. Oggi Marotta all’Inter e Nedved vice-presidente della Juve:

Forse Marotta non è mai stato juventino.

Per carità, alla premiazione “Golden Boy” di Torino i due si sono abbracciati e dilungati in una chiacchierata pacificatrice, ma la frase del ceco rimane. E, per la verità, stupisce. Chiaro, stiamo parlando di Pavel Nedved, pallone d’oro che nel 2006 decide di scendere agli inferi con la sua Juventus rifiutando offerte milionarie da tutta Europa, però stiamo anche parlando di Beppe Marotta, una dei principali artefici della rinascita e crescita verticale della Signora. 

Fonte: Dagospia

Quello che risalta all’occhio dell’osservatore esterno è, dunque, un retro pensiero nemmeno troppo celato. L’idea che ci si fa è quella che finché tutto va bene si rimane amici, ma quando le cose si fanno più complicate ecco che non è più abbastanza. Inzaghi che ti fa le scarpe, Marotta che ti preferisce l’acerrima rivale e chissà quanti altri esempi. Nel calcio come nella vita, sia chiaro.

E allora è ancora più bello, in questa sede, rimarcare quello che è un rapporto che nasce da una clamorosa intesa sul campo e si estende al di fuori del rettangolo verde. Un rapporto che ha portato due giovanotti con la maglia blucerchiata a essere ricordati nella storia come i “gemelli del gol“. Gianluca, oggi star della televisione sportiva e Roberto, CT della nazionale azzurra. Vialli oggi gioca la sua partita più difficile. Una partita dove non basta il talento, la fame di vincere o la passione sfrenata per un gioco. No, è una sfida complicatissima da affrontare, ma che con l’aiuto di chi ti è sempre stato affianco forse è resa un attimino più accessibile. E possiamo stare certi che i gemelli del gol, ancora una volta, faranno di tutto per portare a casa i tre punti.

di Nicola Zovi

Nicola Zovi

Nicola Zovi nasce a Belluno il 6 luglio 1993. Consegue nel 2012 la maturità classica. Nel 2018 è Dottore in Giurisprudenza. Ama infinitamente lo sport, raccontarlo e farselo raccontare. Giocatore di basket, nutre una passione sconfinata per il calcio.